| Resoconto da Helsinki |
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Nell'estate 2009 i Mastini partecipano ad un torneo ad Helsinki... ecco il resoconto...
Innanzitutto è doveroso iniziare con delle scuse: - al Sokos Hotel Vaakuna, che è stato derubato di ogni cosa presente sui carrelli delle donne delle pulizie e che ha visto un personaggio attraversare la hall alle 5.30 di mattina con una coperta adosso a mo’ di tunica; - alla SaS/Blue1 per la molestia della prima linea durante il viaggio di ritorno; - agli organizzatori del torneo e all’Helsinki RC che hanno dovuto aspettare almeno mezz’ora prima che ci presentassimo al sabato mattina; - al pacifico popolo finlandese (in generale) e a quelli presenti nelle discoteche (in particolare).
Dopo quest’atto doveroso passiamo a raccontare un po’ tutte le cose che sono successe, anche se in realtà non basterebbe un’enciclopedia per raccogliere tutte le emozioni e le cazzate della trasferta. Giovedì sera: ritrovo in un Malpensa quasi deserto con saluti e limonamenti vari alle ragazze dei Mastini (abbastanza preoccupate in realtà), si parte al motto di quel famoso filosofo di prima linea “Chi c’è c’è, chi non c’è, Ciao!”. Piccolo intoppo prima dell’imbarco perché vengono trovati al Maraz nel bagaglio a mano un coltello ed un cavatappi. In volo, per iniziare a conoscere un po’ la cultura locale, si inizia con un po’ di Vodka. Il viaggio trascorre tranquillo tra finlandesi ignari di quello che sta per abbattersi sul loro paese e bambini che piangono. Atterriamo e subito il primo smacco per la Perlini Travel: l’autista che doveva essere lì ad attenderci alle 4 di notte, in realtà non c’è. Ma il paese scandinavo è pieno di risorse: ci sono ben 2 persone che lavorano a quell’ora al punto informazioni e ci indirizzano al desk del Yellow Line Taxi. Al desk si presenta un individuo con tratti somatici molto poco finnici (si rivelerà italiano, of course) che ci dice di stare tranquilli che prima o poi arriverà il nostro pulmino. Dopo un paio di minuti arriva un autista finlandese (che non si rivelerà il nostro) ed alla domanda “Fra quanto arriva il nostro taxi?” risponde semplicemente “3 minuti”. E così succede. Siamo già Finlandia -Italia 2-0 a questo punto. Prendiamo il nostro minivan e carichiamo anche una ragazza russa (che parla italiano) trovata lì davanti da Balocco con cui discorrerà ,tra le altre cose, di registi russi contemporanei. [Il nostro farmacista si rivela pieno di risorse]. Arrivati in Hotel alle 5 circa ,con la luce solare presente da un’ora e mezza almeno, ce ne andiamo a dormire: camera della mischia da una parte e camera dei ¾ dall’altra.
Venerdì: dopo sveglia e prima colazione si vaga un po’ per il centro della città (cattedrale, porto turistico, cambio della guardia) e si assaggiano a pranzo le specialità locali tipo salmone, aringhe e carne di renna. Nel primo pomeriggio ci si trasferisce con la Metro a Myllypuro dove si trovano i campi da rugby e arriviamo con un corteo di altre squadre (francesi e russa), che hanno il coraggio di seguirci credendoci consapevoli del percorso per il campo.. Dopo un briefing con i capitani (in cui ci regalano una bottiglia di vodka Finlandia e borracce che torneranno utili per l’anno prossimo), il torneo ha inizio. Acquistiamo un paio di francesi (Noel e Antoine) oltre a Niccolò, un ragazzo della Grande Milano U20 e giochiamo le prime 2 partite contro i francesi di Villecresnes e gli estoni Tallinn Sharks: non sfiguriamo ma in entrambe le partite perdiamo con una meta di scarto. Poi più tardi giochiamo contro un’altra squadra francese (Nanterre) più esperta e perdiamo più largamente. Però ci viene pure tributato l’onore di sentir cantare dai francesi l’inno di Mameli all’uscita dal campo. L’ultima partita programmata per le 21.30 sul campo principale (non ci rigiocheremo mai più su un’erba così..) viene cancellata per forfait della seconda squadra dell’Helsinki RC. Finita la prima giornata di partite veniamo trasferiti con pullman e battello sull’isola Uunisaari per il terzo tempo: io e Balocco iniziamo con una sauna purificante e ci troviamo insieme con scozzesi (già belli ubriachi) e finiamo anche noi per fare il bagno nudi in mare (freddino, direi). Il terzo tempo vero e proprio ha inizio con un buffet dove i Mastini si guadagno il rispetto degli avversari con canti vari (anche se Masini e Balocco si sono fissati con le canzoni napoletane) e si gemellano con le squadre francesi, mentre inizia ad emergere l’astio franco-britannico. Prima di spostarci in centro città assistiamo a scene memorabili, con i britannici ubriachi che cercano di attraversare il canale con una barchetta a remi ed il Kurta e Maraz che li aiutano a partire (poi dovremo riscaricare la barca dal battello..). Arriviamo in taxi all’hotel con qualche fatica (il Maraz deve insegnare all’autista finlandese la strada..) e poi fuori subito per divertirci. Ci dirigiamo prima all’Aussie Bar per incontrare alcune conoscenze della Perlini Travel e poi in una discoteca. La prima impressione è che siano tutti abbastanza storti (leggasi ubriachi) e la cosa è confermata fuori dalla discoteca dove il Maraz si ferma a parlare con tutti gli ubriachi possibili ed il Maso viene avvicinato da 2 ragazzi (sì, maschi) che con la scusa di parlare un po’ di rugby gli si strusciano un po’ addosso.. Visto che c’è già chiaro e non abbiamo voglia di andare a letto (eccetto Balocco infortunato che camminava come il Molleggiato ed il Pelle), decidiamo di proseguire con un after party nella stanza della mischia a base di alcol preso dal frigo-bar e sigarette (che costeranno al Maraz 50€ di multa..), alla fine verso le 7, si va finalmente a dormire. ]
Sabato: sveglia alle 9.45 (circa) e faticosamente riusciamo a presentarci al campo per le 11.45, mentre dovevamo essere lì per le 11. Non c’è bisogno di descrivere le nostre condizioni pietose e l’incazzatura di alcuni finlandesi avversari.. Per di più dobbiamo iniziare in 8 (senza riscaldamento) perché la prima linea si sta ancora cambiano o lasciando regalini lungo la stradina che porta al campo.. Ovviamente perdiamo anche con l’Helsinki (27-14, se non erro) realizzando però 2 mete trasformate (in drop secondo le regole del 7s) e non sfigurando. Quindi non ci resta che giocare per evitare il cucchiaio di legno al pomeriggio. Il resto della giornata stiamo stravaccati di fianco al campo centrale cercando di riprenderci e guardando le altre partite: chi mangia aringhe, chi si fa fare un massaggio, chi acquista gadgets vari e chi ovviamente prepara e beve la borraccia dei Sali (che si rivela poi essere a base di vodka, ovviamente). Alle 4 di pomeriggio giochiamo contro il Rauma, una squadra finlandese imbottita di espatriati francesi, con una forte compagine francese in squadra: sarà la scarsa amalgama con loro, l’hangover o la stanchezza, ma riusciamo a perdere anche questa, subendo 5 mete e non giocando per niente bene. Malgrado il torneo dei Mastini sia finito (con il cucchiaio di legno), ci sono ancora le finali per il Plate e per il Bowl: la finale del Plate è tutta britannica, con 2 squadre che sono veramente su un altro pianeta rispetto a noi, mentre Nanterre ci mostra belle azioni alla mano con sostegno continuo che sono uno spettacolo da vedere. Diego Lupo viene invitato a giocare pilone con Nanterre nella finale del Bowl e fa la sua degna figura. Il torneo è veramente finito ma c’è sempre la cerimonia di premiazione a Kaivohuone, un bar molto figo in un parco. Lì riceviamo il nostro meritato Cucchiaio di legno, una cravatta dal presidente de Les Vieux Cochons e scambio di contatti con parecchie squadre francesi. Poi ci si abbandona ai canti, questa volta britannici, francesi, italiani, russi e finlandesi tutti insieme ed è proprio un gran divertimento. Ce ne andiamo dal bar che nel frattempo si sta riempiendo di fauna locale con un po’ di dispiacere, ma i Mastini sono veramente affamati, perciò dopo una tappa alimentare vicino all’hotel, si va di nuovo in giro per sciunfe (??Si scriverà così? Solo il maraz può saperlo). Andiamo in un posto che si chiama Cuba che non è niente male, ci divertiamo, balliamo ma all’improvviso si sfiora il disastro con la prima linea che si attacca con un finlandese (che porterà i segni delle unghie italiche l’indomani) per futili motivi: tutto però viene sedato rapidamente. Scampato il pericolo, ci si dirige lentamente verso l’hotel, con il Maraz che parla esperanto con chiunque ed il Maso che continua ad essere abbordato da uomini ed 1 travestito (c’era stato il Gay Pride quel giorno ad Helsinki..) al che ci domandiamo se la Vale gli abbia spruzzato addosso un po’ di estrogeno prima della partenza.. ]
Domenica: ci si sveglia dopo 2 giorni di bagordi con quella sensazione che tutti conoscete e si fa un giro di nuovo al porto e poi in città per comprare qualche regalino. Alla fermata del pullman per l’aeroporto incontriamo i Vieux Cochons e ci intratteniamo con loro in una partita al tocco camminato in mezzo alla strada, rimanendo impressionanti dal loro schieramento impeccabile. All’aeroporto c’è il tempo per una sosta al duty-free e per riempire una borraccia con il “carburante” per il viaggio, che la prima linea consumerà avidamente in volo cantando tutto il viaggio, per la “gioia” degli altri passeggeri.
Questo è il resoconto abbastanza dettagliato di tutto ciò che è successo in viaggio, ma se non vi basta, che posso dire… venite l’anno prossimo!
Alla fine i ringraziamenti sono obbligatori: - al Perla di Parma, che si è fatto abbastanza il culo ad organizzare il tutto; - al Presidente per il suo contributo decisivo all’organizzazione e per averci svegliati il sabato mattina; - a Diego Lupo per avere esportato il grido mastinico in terra finnica e per aver fatto public relations con i francesi; - al Maso per aver creato imbarazzanti vuoti attorno a sé; - a Piras per aver fatto sentire a tutta la mischia quanto russa forte; - alla mamma del Maraz perchè l’ha fatto così; - al Kurta per averci regalato a tutti belle scene (in particolare al Maso); - alla Dani per essersi presa il cazziatone per il nostro ritardo.
Moi moi a tutti. |
